https://www.russia-italia.com/viewtopic.php?f=4&t=21432&p=6842342#p6842342
-----------------------------------
lo stalker
17 Mag 2016, 19:14

Re: Il Risorgimento
-----------------------------------
[quote user="gringox" post="6842267"][quote user="Kashka" post="6842265"]

@Gringox: ho preso il primo sito che mi è capitato perché non potrei (o meglio potrei ma non ho né il tempo né la voglia)  recarmi in qualche museo locale e postare un po' di foto sul brigantaggio e sul Risorgimento. Ti dico solo che in qualsiasi regione del Sud i briganti sono considerati come partigiani, forse a scuola studiamo proprio cose diverse. Nessuno dei miei professori di storia ha mai tralasciato una piccola parentesi informale su chi fossero davvero i briganti.

Sulle condizioni materiali del Regno di Napoli preunitario ti stai basando sulla storia classica che si studia a scuola. Concretamente l'ultimo esame universitario che ho sostenuto è stato proprio storia moderna del mezzogiorno (Abruzzo e Molise) e ti dico che in Abruzzo si stava meglio prima dell'Unità. Anzitutto perché essendo uno Stato di confine godeva di tutti i privilegi economici delle dogane, inoltre c'era un florido mercato interno di lane e artigianato locale nonché un buon commercio marittimo con i Balcani, che dopo l'Unità si è perso. Le condizioni del Sud non erano né migliori né peggiori di quelle degli altri Stati, di certo da noi non si metteva in tavola solo polenta con aringa affumicata, in compenso avevamo una delle nobiltà più benestanti d'Europa. 

Detto questo io non sono né leghista né patriota. Per ricollegarmi all'altro thread, preferisco guardare avanti anziché indietro e per me davanti c'è l'Europa unita, quindi molto più che essere attaccati al passato è importante sapersi integrare in una società multietnica e multiculturale.[/quote]

Kashka commento questo tuo post per correttezza e poi per me questo topic è chiuso (nel senso che ho già detto tutto e la mia posizione credo sia più che chiara; e perché sto partendo per la trasferta e non posso stare dietro ad internet).

La storia che studiamo non è diversa cara kasha. Fortunatamente è uguale per tutti gli Italiani, perché la storia con la "S" maiuscola è una. La storia dell'Italia che finalmente dopo un millennio si è riunita grazie al processo risorgimentale.

Detto questo sulle condizioni del regno di Napoli, piuttosto che di quello austro-ungarico dove si trovavano i miei avi (dato che per metà sono veneto), potrei dirti anche io tante cose, di cui anche parecchie positive. Ma la domanda finale è a che pro? E la risposta è sempre quella di prima: se ciò deve essere utilizzato per analizzare la storia in modo più corretto e giusto, senza mitizzazioni, va bene e ci sta; se ciò deve essere tirato in ballo per fare del revisionismo e dire: "ma come stavamo meglio prima, ma allora torniamo alla situazione di prima", allora queste sono idiozie. 

Stessa cosa per il discorso del brigantaggio. Io certo non oso mettere in dubbio la positività figura del brigante nella mente e cultura popolare. Nella mia altra metà sono romagnolo (mio papà è di Rimini) e ti assicuro che di racconti sul Passatore di Romagna e di mitizzazioni dello stesso ne ho sentite parecchie. Ciò non deve però inficiare il discorso fatto da me sopra. Raccontare tutto, analizzare tutto, ma non per alimentare separatismi e revisionismi, ma per valorizzare le diversità di un Paese che era destinato nei secoli ad essere unito!

Per me il discorso è chiuso.

Buona settimana a tutti.

Gringox[/quote]

Concordo con Kashka sulle questioni del nostro regno e della figura di coloro che furono chiamati briganti (quando poi briganti non lo erano), ovviamente i fatti vanno SEMPRE CONTESTUALIZZATE con il periodo del tempo. Aggiungo una cosa che non mi sembra sia stata menzionata. La più grande piaga del sud -le mafie- si sono sviluppate dopo l'unità. A Napoli si sa che la camorra ne fa(ceva) da padrone, bene il tutto è nato da dopo l'uinità quando a questa fu dato da Mr. G. (non il nostro -salutatemelo se lo vedete- :-D  :-D  :-D ) e i suoi subalterni a Tore 'e Criscienzo, il capintesta dell'allora "Bella Società Rifurmata", il quale ne approfittò per allungare i suoi loschi affari con la classica frase "è roba 'e Zì Peppe" (è merce dello zio Peppe). Da allora sta piaga non riusciamo a togliercela di dosso. Perché vi dico sta cosa? In parte perché le ho studiate per passione sia alle scuole superiori che per i fatti miei su libri che citavano le fonti (la camorra e le sue storie [url=http://www.unilibro.it/libro/di-fiore-gigi/camorra-sue-storie-criminalita-organizzata-napoli-origini-ultime-guerre-/9788802076324]Link) o su esperienze personali (l'intramontabile Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi), in parte è per dar ragione a Gringox e invitarvi ad indagare sulla Storia con la "S" -come detto da lui- del nostro paese, perché, nella buona e nella cattiva sorte, bisogna conoscere il nostro passato per poter andare avanti nel futuro, aumentando la nostra cultura e cambiando così il nostro modo di pensare.


