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direttore
29 Novembre 2006, 15:41

Re: Morto Aleksandr Litvinenko
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Commenti di alcuni giornali inglesi sul caso Litvinenko:


Come spiega Max Hastings sul Guardian, se è possibile che non sia stato direttamente Putin a ordinare la morte dell'ex spia, "il presidente russo è comunque il primo rappresentante di quella cultura che legittima atti del genere".

"Putin – continua Hastings – non può minimizzare una semplice verità sulla Russia di oggi: i suoi amici e sostenitori sono al sicuro e fanno affari, i suoi avversari muoiono in modo orribile con una lugubre frequenza. L'assassinio di un giornalista critico verso il regime può passare per una disgrazia. La morte di venti dissidenti toglie ogni credibilità alle dichiarazioni di innocenza del Cremlino".

Dalle colonne dello stesso giornale, il corrispondente da Mosca Tom Parfitt si mostra scettico verso le interpretazioni della maggior parte dei giornalisti britannici, che puntano il dito senza esitazione contro il presidente Putin: "Visto da Mosca, l'atteggiamento della stampa britannica può apparire quasi isterico".

Pur ammettendo che i servizi russi non sono nuovi a operazioni al di fuori dei propri confini, Parfitt nota che "anche dal punto di vista strettamente pragmatico, la possibilità che Putin abbia commissionato la morte di un dissidente alla vigilia del summit con l'Unione europea è almeno improbabile".

Il corrispondente del Guardian smonta anche l'immagine costruita dalla stampa britannica di un Litvinenko "coraggioso e impegnato dissidente di alto profilo".

L'ex spia in realtà era sul libro paga di Boris Berezovskij, uno degli uomini più potenti di Russia ai tempi di Eltsin, poi entrato in rotta di collisione con Putin ed esiliato a Londra. "Non è da escludere – conclude Parfitt – che l'autore dell'omicidio sia legato a quell'intrigo di interessi: una triste testimonianza sullo stato della Russia di oggi, ma non certo un caso di terrorismo di stato". 

L'Independent non sembra avere dubbi: la responsabilità è dei servizi controllati da Putin e se dall'Europa non si levano critiche abbastanza dure contro la leadership del Cremlino, è perché l'Ue ha bisogno del gas russo.

Tuttavia, gran parte della responsabilità per la rinascita dell'autoritarismo a Mosca è da attribuire al mondo occidentale: "La soluzione liberista voluta dal Fondo monetario internazionale per risollevare l'economia russa ha prodotto povertà, caos e criminalità: il terreno su cui si è poi sviluppato il totalitarismo neosovietico di Putin". 

Sul Times, lo storico Robert Service attacca l'atteggiamento accomodante del governo di Tony Blair: "Fino ad oggi le critiche mosse a Putin sono state puramente formali, perché si è creduto che un approccio amichevole avrebbe favorito gli interessi britannici, specie in materia di energia. Tuttavia, se le indagini confermeranno il coinvolgimento del Cremlino nella morte di Litvinenko, Blair sarà costretto a rivedere la sua strategia diplomatica verso la Russia"

Fonte: Rivista Internazionale


