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Kesha
20 Febbraio 2005, 15:47


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[quote:5d000dda16="EYES"]Io riscontro solo numerose "tribu" di giovani che miseramente necessitano di omologarsi e appiattirsi ai loro simili e al loro gruppetto. Se non si vestissero nello stesso modo, vivrebbero nella insicurezza e nella frustrazione. Il conformarsi e la continua soddisfazione di ogni desiderio materiale o effimero non li fa essere piu felici. Finiscono solo per nicchiare in una sub-cultura di cui l'Italia oramai &egrave; piena.  E poi...che cos'&egrave; necessario? teoricamente tutto lo puo essere. Piu sei debole, piu non hai personalit&agrave;Â , piu sei una mezza-calzetta piu avrai bisogno di qual cosa. In questo ho un pensiero molto simile  a quello del grande Schopenauer, anche se sono un po piu ottimista e allegro: la felicit&agrave;Â  e i piaceri sono soltanto chimere che una illusione ci mostra in lontanaza, mentre la sofferenza e il dolore sono reali e si annunciano immediatamente da s&egrave;, senza bisogno dell'illusione e dell'attesa. Vivere felici potrebbe significare semplicemente vivere il meno infelici possibile..vivere sereni. In quest'ottica penso proprio alla enorme frustrazione di molta parte della societ&agrave;Â  odierna e in primis della maggior parte della gioventu dell'Italia.Io fortunatamente ne sono fuori e per me la felicit&agrave;Â  si puo raggiungere semplicemente con il compiacimento di se stessi....[/quote]
S&igrave;, Eyes, mi trovo d'accordo con la tua analisi. Volevo solo aggiungere che tuttavia io non me la sentirei di scaricare tutte le responsabilit&agrave;Â  sui singoli individui, sui giovani che si omologano e si conformano ai modelli che vengono loro suggeriti (ma io direi, imposti). 
Non &egrave; possibile prescindere dall'importanza del contesto socio-ambientale in quanto tutti gli individui sono il prodotto della loro individualit&agrave;Â  e degli stimoli ricevuti dal mondo esterno - delle loro esperienze - nel corso della loro esistenza, essendo questi particolarmente importanti e decisivi nella fase dello sviluppo della personalit&agrave;Â .
Ognuno di noi, nato e cresciuto in un differente contesto, con un bagaglio di esperienze completamente diverse, avrebbe sviluppato una personalit&agrave;Â  differente.
Anche Schopenauer &egrave; molto probabile che non avrebbe scritto le sue opere se fosse nato in un'altra epoca o posto, o se avesse avuto un'altra infanzia, educazione, diverse esperienze.
Le potenziali virt&ugrave; e i vizi latenti dell'uomo hanno bisogno di essere guidati ed esercitati per potersi sviluppare, al pari delle facolt&agrave;Â  nella sfera dell'intelligenza.
Se non fosse cos&igrave; dovremmo ritenere che in determinate epoche della storia, in vari posti, siano esistiti interi popoli geneticamente privi della possibilit&agrave;Â  di sviluppare virt&ugrave; come la tolleranza, la temperanza, l'indulgenza.
Mi riferisco ad esempio al popolo tedesco durante il periodo nazista, al popolo russo durante la dittatura comunista, ma ci sono esempi anche pi&ugrave; attuali che non &egrave; il caso di citare  per evitare di innescare ulteriori off-topic  :wink: 
In poche parole, sto dicendo che tutte le esperienze che viviamo nel corso della nostra vita, a partire dall'educazione parentale, l'educazione scolastica, il confromto con gli altri, i messaggi che riceviamo dal mondo esterno in ogni forma e - prima tra tutte - la televisione, costituiscono il nostro bagaglio che ci rende unici e che costituisce l'humus per lo sviluppo della nostra personalit&agrave;Â  ed individualit&agrave;Â .
Il che in un certo senso conferma quanto da te detto, ma credo che lo completi.


