Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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C'è da dire che è sorprendente che questa scossa di poco inferiore a quella dell'Aquila, abbia fatto molti meno disastri del solito. Il dispiacere più grande è la perdita di tante persone innocenti e la caduta di costruzioni storiche come il castello di San Felice sul Panaro (bellissimo Castello tra l'altro) e la Torre dei Modenesi a Finale. 
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zappa [ 21 Mag 2012, 11:24 ]
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Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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C'è da dire che è sorprendente che questa scossa di poco inferiore a quella dell'Aquila, abbia fatto molti meno disastri del solito.
non e' detto che sia sorprendente perche non e' detto che i danni siano proporzionali
all' intensita' del sisma
per esempio magari fino a 5 gradi non crolla nulla e a 5,2 crolla tutto
la differenza tra l' aquila e questa scossa emiliana e che probabilmente all' aquila e' stato
superato questo limite di rottura per cui e' crollato moltissimo
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icipo76 [ 21 Mag 2012, 11:53 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Più semplicemente, le case dell'Aquila sono costruite sulla roccia, quelle nella bassa emiliana su un terreno sabbioso, quindi, anche a parità di sisma, la forza dirompente sarebbe molto diversa.
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ABAK [ 21 Mag 2012, 12:06 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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E' UFFICIALE: Lo Stato non rimborserà più i danni da calamità naturali
Aggiornamento 21/05/2012 In un primo momento - forse per placare gli animi - è stato da più parti dichiarato che il dl n.59 che prevede che il governo NON RIMBORSI i danni causati dalle calamità non sia entrato ancora in vigore, e che con la "dichiarazione di stato d'emergenza" lo stato avrebbe aiutato i cittadini danneggiati: MA STAMANI SU RAINEWS E' STATO AFFERMATO IL CONTRARIO: IL DL N.59 è GIA' IN VIGORE: l'emittente all news della RAI ha intervistato l'Assessore alla Protezione Civile dell'Emilia Romagna, che alla domanda "se i danni saranno o meno rimborsati dallo Stato", non ha risposto in modo preciso, prendendo tempo!
Staff Nocensura.com
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Pochi giorni fa il governo nell'ambito del decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile, NEL CLASSICO SILENZIO ASSOLUTO DEI MASS MEDIA E DEI PARTITI DI OPPOSIZIONE, ha eliminato la facoltà di far rivalsa sullo stato in caso di calamità naturali: in caso di terremoti, alluvioni o qualsiasi altra catastrofe, i cittadini non potranno esigere dallo stato nessun risarcimento: devono vedersela da soli. Il consiglio dei governanti è quello di "stipulare una polizza di assicurazione", peccato che oltre il 75% delle famiglie non abbiano le possibilità economiche per farlo. Per la fortuna dei "neo terremotati", nonostante la legge in questione sia già pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" deve ancora entrare in vigore: in ogni caso, in futuro per i cittadini le calamità saranno una vera e propria mattanza sociale, più di quanto non lo siano già oggi che lo Stato deve/dovrebbe restituire una casa a tutti coloro che la perdono. La notizia è passata in sordina, ed è bene che i cittadini lo sappiano: un ulteriore elemento utile per giudicare l'operato non solo del governo Monti, spalleggiato e difeso dal "grande centro" Casini-Rutelli-Fini, dalla premiata ditta Bersani, e dai Berlusca boys: ma anche di quei partiti che dovrebbero - stando a quanto sostengono loro - collocarsi all'opposizione: Lega Nord e IDV. Mentre il partito di Vendola, i Verdi e altri partiti che non sono rappresentati in parlamento, approfittano di questo per evitare di prendere posizione: ma che rinuncino a fare opposizione e a segnalare ai cittadini le leggi schifose di questo governo E' FIN TROPPO EVIDENTE... l'unica opposizione vera, in Italia, siamo noi blogger LIBERI
Staff nocensura.com
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di seguito l'articolo di Giovanna Cavalli per il Corriere della Sera
Una calamità distrugge la casa? Da oggi lo Stato non paga i danni
ROMA — La calamità naturale sarà a carico del cittadino. In caso di terremoto, alluvione, tsunami e qualsivoglia altra catastrofe, non sarà più lo Stato a pagare i danni. A ricostruire l'edificio crollato o pieno di crepe, casa o azienda che sia, dovrà provvedere il proprietario. A sue spese. O stipulando, previdente, una relativa polizza di assicurazione.
La novità, enunciata chiaramente, si trova nel decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. In cui si afferma che «al fine di consentire l'avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati, possono essere estese tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di fabbricato appartenente a privati». E questo per poter «garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione». Cosa che lo Stato non può più permettersi per cronica carenza di fondi.
La normativa non ha effetto immediato: il decreto legge prevede infatti «un regime transitorio anche a fini sperimentali». Entro 90 giorni dovrà essere emanato un regolamento che stabilisca modalità a termini per l'avvio del regime assicurativo. Ed è poi probabile che i tempi si allunghino. O che si trovino dei correttivi. Ma la tendenza è quella.
Confermata dalle parole di Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile: «Quella sull'Aquila è stata l'ultima azione di intervento sulla popolazione» ha detto ieri ai Giovani imprenditori di Confindustria. «Purtroppo per il futuro dovremo pensare alle assicurazioni perché lo Stato non è più in grado di fare investimenti sulle calamità: gli aquilani sono stati gli ultimi a ricevere assistenza». Su questa linea procede anche la norma che riduce la durata dello stato di emergenza, ossia del periodo in cui lo Stato si accolla le spese: 60 giorni, con un'unica proroga di altri 40. Fine delle emergenze pluriennali.
Per adesso l'assicurazione sarà soltanto di tipo volontario (con agevolazioni fiscali). E già questo principio potrebbe porre dei problemi giuridici in quanto sancisce la disparità tra cittadini che vivono in zone a rischio e quelli che hanno la fortuna di abitare in aree sismiche o soggette a pericoli idrogeologici. Senza contare che le compagnie di assicurazioni, nel primo caso, pretenderebbero premi molto costosi. La soluzione potrebbe essere rendere l'assicurazione obbligatoria per tutti. Con un costo calcolato in circa 100 euro per abitazione.
Secondo Adolfo Bertani, presidente del Cineas (Consorzio universitario specializzato nella cultura del rischio), questa «è una svolta epocale perché si introduce anche in Italia la responsabilità diretta del cittadino nella tutela dei propri beni e di una nuova cultura di rispetto del territorio. Si passa da welfare state alla welfare community».
http://www.nocensura.com/2012/05/e-...orsera-piu.html
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Batir [ 21 Mag 2012, 12:09 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Più semplicemente, le case dell'Aquila sono costruite sulla roccia, quelle nella bassa emiliana su un terreno sabbioso, quindi, anche a parità di sisma, la forza dirompente sarebbe molto diversa.
Si in effetti le costruzioni in pianura padana sono fatte su un cuscinetto di sabbia che attutisce di parecchio la potenza della scossa.
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zappa [ 21 Mag 2012, 12:38 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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E' UFFICIALE: Lo Stato non rimborserà più i danni da calamità naturali
Aggiornamento 21/05/2012 In un primo momento - forse per placare gli animi - è stato da più parti dichiarato che il dl n.59 che prevede che il governo NON RIMBORSI i danni causati dalle calamità non sia entrato ancora in vigore, e che con la "dichiarazione di stato d'emergenza" lo stato avrebbe aiutato i cittadini danneggiati: MA STAMANI SU RAINEWS E' STATO AFFERMATO IL CONTRARIO: IL DL N.59 è GIA' IN VIGORE: l'emittente all news della RAI ha intervistato l'Assessore alla Protezione Civile dell'Emilia Romagna, che alla domanda "se i danni saranno o meno rimborsati dallo Stato", non ha risposto in modo preciso, prendendo tempo!
Staff Nocensura.com
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Pochi giorni fa il governo nell'ambito del decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile, NEL CLASSICO SILENZIO ASSOLUTO DEI MASS MEDIA E DEI PARTITI DI OPPOSIZIONE, ha eliminato la facoltà di far rivalsa sullo stato in caso di calamità naturali: in caso di terremoti, alluvioni o qualsiasi altra catastrofe, i cittadini non potranno esigere dallo stato nessun risarcimento: devono vedersela da soli. Il consiglio dei governanti è quello di "stipulare una polizza di assicurazione", peccato che oltre il 75% delle famiglie non abbiano le possibilità economiche per farlo. Per la fortuna dei "neo terremotati", nonostante la legge in questione sia già pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" deve ancora entrare in vigore: in ogni caso, in futuro per i cittadini le calamità saranno una vera e propria mattanza sociale, più di quanto non lo siano già oggi che lo Stato deve/dovrebbe restituire una casa a tutti coloro che la perdono. La notizia è passata in sordina, ed è bene che i cittadini lo sappiano: un ulteriore elemento utile per giudicare l'operato non solo del governo Monti, spalleggiato e difeso dal "grande centro" Casini-Rutelli-Fini, dalla premiata ditta Bersani, e dai Berlusca boys: ma anche di quei partiti che dovrebbero - stando a quanto sostengono loro - collocarsi all'opposizione: Lega Nord e IDV. Mentre il partito di Vendola, i Verdi e altri partiti che non sono rappresentati in parlamento, approfittano di questo per evitare di prendere posizione: ma che rinuncino a fare opposizione e a segnalare ai cittadini le leggi schifose di questo governo E' FIN TROPPO EVIDENTE... l'unica opposizione vera, in Italia, siamo noi blogger LIBERI
Staff nocensura.com
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di seguito l'articolo di Giovanna Cavalli per il Corriere della Sera
Una calamità distrugge la casa? Da oggi lo Stato non paga i danni
ROMA — La calamità naturale sarà a carico del cittadino. In caso di terremoto, alluvione, tsunami e qualsivoglia altra catastrofe, non sarà più lo Stato a pagare i danni. A ricostruire l'edificio crollato o pieno di crepe, casa o azienda che sia, dovrà provvedere il proprietario. A sue spese. O stipulando, previdente, una relativa polizza di assicurazione.
La novità, enunciata chiaramente, si trova nel decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. In cui si afferma che «al fine di consentire l'avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati, possono essere estese tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di fabbricato appartenente a privati». E questo per poter «garantire adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione». Cosa che lo Stato non può più permettersi per cronica carenza di fondi.
La normativa non ha effetto immediato: il decreto legge prevede infatti «un regime transitorio anche a fini sperimentali». Entro 90 giorni dovrà essere emanato un regolamento che stabilisca modalità a termini per l'avvio del regime assicurativo. Ed è poi probabile che i tempi si allunghino. O che si trovino dei correttivi. Ma la tendenza è quella.
Confermata dalle parole di Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile: «Quella sull'Aquila è stata l'ultima azione di intervento sulla popolazione» ha detto ieri ai Giovani imprenditori di Confindustria. «Purtroppo per il futuro dovremo pensare alle assicurazioni perché lo Stato non è più in grado di fare investimenti sulle calamità: gli aquilani sono stati gli ultimi a ricevere assistenza». Su questa linea procede anche la norma che riduce la durata dello stato di emergenza, ossia del periodo in cui lo Stato si accolla le spese: 60 giorni, con un'unica proroga di altri 40. Fine delle emergenze pluriennali.
Per adesso l'assicurazione sarà soltanto di tipo volontario (con agevolazioni fiscali). E già questo principio potrebbe porre dei problemi giuridici in quanto sancisce la disparità tra cittadini che vivono in zone a rischio e quelli che hanno la fortuna di abitare in aree sismiche o soggette a pericoli idrogeologici. Senza contare che le compagnie di assicurazioni, nel primo caso, pretenderebbero premi molto costosi. La soluzione potrebbe essere rendere l'assicurazione obbligatoria per tutti. Con un costo calcolato in circa 100 euro per abitazione.
Secondo Adolfo Bertani, presidente del Cineas (Consorzio universitario specializzato nella cultura del rischio), questa «è una svolta epocale perché si introduce anche in Italia la responsabilità diretta del cittadino nella tutela dei propri beni e di una nuova cultura di rispetto del territorio. Si passa da welfare state alla welfare community».
http://www.nocensura.com/2012/05/e-...orsera-piu.html
Ho finito le offese per la classe politica italiana.
Questo taglio è vergognoso!
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zappa [ 21 Mag 2012, 12:40 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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eh bravo Mario Monti !!!!
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icipo76 [ 21 Mag 2012, 12:48 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Questi erano due delle bellezze architettoniche crollate :
La Rocca di San Felice sul Panaro (MO)
La Torre dei Modenesi di Finale Emilia (MO)
Guardate come sono ora...

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zappa [ 21 Mag 2012, 13:22 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Spero che le vittime si fermino a 5.
Intanto a Palazzo Chigi il nostro curatore fallimentare non se ne fà scappare una:
Protezione civile, con la riforma lo Stato non risarcirà più per le calamità naturali
http://www.diritto24.ilsole24ore.co...a-naturali.html
Mai sentito parlare delle assicurazioni?!
Ma l'hai letto il link o scrivi così di getto il primo pensiero che ti viene?
Sono sicuro che ci arrivi senza necessità di spiegazioni alla la semplice differenza tra stipulare un'assicurazione ed avere un risarcimento dallo Stato in caso di calamità.
Ultima modifica di invernorosso il 21 Mag 2012, 14:45, modificato 1 volta in totale |
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invernorosso [ 21 Mag 2012, 13:51 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Oltre ad esprimere il mio più profondo dispiacere per la provincia di Ferrara che amo enormemente e per tutta l'Emilia, mi si permetterà anche di tirare qualche porco.
Domani avrei avuto un esame ma il rettore ha deciso diversamente
>>
Al fine di garantire la sicurezza di tutti gli utenti dell’Università di Ferrara, si comunica che l’Ufficio Tecnico dell’Ateneo sta compiendo tutte le opportune verifiche presso le strutture, a seguito dell’evento sismico di oggi.
Fino a quando tali verifiche non saranno concluse, e’ fatto divieto a tutti: personale docente, tecnico amministrativo e studenti, di accedere alle strutture d’Ateneo, se non specificamente autorizzati.
L’esito delle verifiche verra’ costantemente pubblicato sul sito dell’Ateneo.
<<
Direi che tra un esame saltato ed una mattonata in testa opterei per la prima.
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invernorosso [ 21 Mag 2012, 13:52 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Oltre ad esprimere il mio più profondo dispiacere per la provincia di Ferrara che amo enormemente e per tutta l'Emilia, mi si permetterà anche di tirare qualche porco.
Domani avrei avuto un esame ma il rettore ha deciso diversamente
>>
Al fine di garantire la sicurezza di tutti gli utenti dell’Università di Ferrara, si comunica che l’Ufficio Tecnico dell’Ateneo sta compiendo tutte le opportune verifiche presso le strutture, a seguito dell’evento sismico di oggi.
Fino a quando tali verifiche non saranno concluse, e’ fatto divieto a tutti: personale docente, tecnico amministrativo e studenti, di accedere alle strutture d’Ateneo, se non specificamente autorizzati.
L’esito delle verifiche verra’ costantemente pubblicato sul sito dell’Ateneo.
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Direi che tra un esame saltato ed una mattonata in testa opterei per la prima.
Quoto! La sicurezza delle persone prima di ogni altra cosa!
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n4italia [ 21 Mag 2012, 13:56 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Stato di calamità senza Stato?
La recente riforma della Protezione civile avvia la fine dei risarcimenti pubblici ai cittadini. "Questo terremoto non può gravare sulle spalle dei territori", dice il presidente dell'Emilia-Romagna Vasco Errani
21 MAG. 2012 - "E' del tutto evidente che questo terremoto, come gli altri che verranno, non può gravare sulle spalle dei territori che vivono vicende così drammatiche". Così il governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani fa sapere come vede la recente riforma della Protezione Civile. Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale mercoledì scorso, il decreto è volto a smantellare la pratica dei risarcimenti statali ai cittadini colpiti dalle calamità naturali. La nuova impostazione prevede il ricorso alle compagnie di assicurazioni. Un passaggio radicale dal pubblico al privato. Per ora tutto l'impianto è cosa solo scritta. Il primo passo è infatti l'entrata in vigore di un "regime transitorio anche ai fini sperimentali".Qui un articolo del Sole 24 Ore spiega più in dettaglio la riforma.
Intanto, oltre a Errani, nel dibattito interviene anche il suo omologo lombardo, Roberto Formigoni. "Bisogna evitare che al danno provocato dal terremoto si aggiunga un ulteriore danno economico. Bisogna che ci sia una solidarietà da parte di tutti, lo ha detto il presidente Monti da Washington, e quindi mi auguro che nelle correzioni della legge si tenga conto di questo".
Nel caso le casse dello Stato non siano aperte al risarcimento dei danni di quest'ultimo grave terremoto, c'è già chi pensa a come attingere ad altri tipi di risorse. Il presidente della Provincia di Pesaro Matteo Ricci, ad esempio, rispolvera la tassa patrimoniale sui grandi capitali, oppure un prelievo aggiuntivo sui capitali 'scudati' rientrati dall'estero. Ricci scriverà una lettera al premier Monti, convinto che "non è possibile che quando in un Paese civile un territorio viene colpito da una calamità come questa, o come nel febbraio scorso il 'terremoto bianco' della neve, non scatti un meccanismo di solidarietà nazionale". Proprio sabato, ricorda Ricci, poche ore prima del sisma in Emilia, "ho incontrato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, il quale mi ha detto quello che sta ripetendo in queste ore: la Protezione civile ha piani per le emergenze, ma non ha fondi per il post emergenza". Cioè per la riparazione dei danni e la ricostruzione. Andrea Ferraresi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Novi di Modena, propone invece di utilizzare i soldi destinati alla Cispadana.
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morello [ 21 Mag 2012, 22:05 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Imprese inagibili, ecco i primi bilanci
Secondo Confartigianato e Cna il terremoto ha fermato il 60% delle attività di Mirandola, Finale Emilia e San Felice. Coinfindustria parla del 70% nel distretto Area Nord, e cerca di agevolare la Cigo
MODENA, 21 MAG. 2012 - "Da una prima, sommaria stima, tra Mirandola, Finale Emilia e San Felice le attività economiche inagibili dovrebbero essere almeno il 60%". Lo annunciano Erio Luigi Munari, presidente di Lapam Confartigianato, e Luigi Mai, presidente di CNA Modena.
La percentuale sale al 70% nelle rilevazioni di Confindustria Modena, che ha monitorato le 150 imprese associate nell'intero distretto dell'Area Nord per individuare quelle che hanno dovuto interrompere l'attività produttiva. La confederazione, assieme a Cgil, Cisl e Uil, siglerà giovedì 24 maggio, per conto di tutte le aziende che ne hanno fatto richiesta, un verbale unico utile alla concessione della cassa integrazione ordinaria per eventi eccezionali.
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morello [ 21 Mag 2012, 22:06 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Stato di calamità senza Stato?
La recente riforma della Protezione civile avvia la fine dei risarcimenti pubblici ai cittadini. "Questo terremoto non può gravare sulle spalle dei territori", dice il presidente dell'Emilia-Romagna Vasco Errani
21 MAG. 2012 - "E' del tutto evidente che questo terremoto, come gli altri che verranno, non può gravare sulle spalle dei territori che vivono vicende così drammatiche". Così il governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani fa sapere come vede la recente riforma della Protezione Civile. Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale mercoledì scorso, il decreto è volto a smantellare la pratica dei risarcimenti statali ai cittadini colpiti dalle calamità naturali. La nuova impostazione prevede il ricorso alle compagnie di assicurazioni. Un passaggio radicale dal pubblico al privato. Per ora tutto l'impianto è cosa solo scritta. Il primo passo è infatti l'entrata in vigore di un "regime transitorio anche ai fini sperimentali". Qui un articolo del Sole 24 Ore spiega più in dettaglio la riforma.
Intanto, oltre a Errani, nel dibattito interviene anche il suo omologo lombardo, Roberto Formigoni. "Bisogna evitare che al danno provocato dal terremoto si aggiunga un ulteriore danno economico. Bisogna che ci sia una solidarietà da parte di tutti, lo ha detto il presidente Monti da Washington, e quindi mi auguro che nelle correzioni della legge si tenga conto di questo".
Nel caso le casse dello Stato non siano aperte al risarcimento dei danni di quest'ultimo grave terremoto, c'è già chi pensa a come attingere ad altri tipi di risorse. Il presidente della Provincia di Pesaro Matteo Ricci, ad esempio, rispolvera la tassa patrimoniale sui grandi capitali, oppure un prelievo aggiuntivo sui capitali 'scudati' rientrati dall'estero. Ricci scriverà una lettera al premier Monti, convinto che "non è possibile che quando in un Paese civile un territorio viene colpito da una calamità come questa, o come nel febbraio scorso il 'terremoto bianco' della neve, non scatti un meccanismo di solidarietà nazionale". Proprio sabato, ricorda Ricci, poche ore prima del sisma in Emilia, "ho incontrato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, il quale mi ha detto quello che sta ripetendo in queste ore: la Protezione civile ha piani per le emergenze, ma non ha fondi per il post emergenza". Cioè per la riparazione dei danni e la ricostruzione. Andrea Ferraresi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Novi di Modena, propone invece di utilizzare i soldi destinati alla Cispadana.
........buon lavoro, prof. Monti............., ci dia prova della sua lungimiranza.........
Grazie da parte di chi ha avuto la casa lesionata/distrutta e aspetta i risultati dello spremimento delle sue meningi.
Ultima modifica di n4italia il 21 Mag 2012, 22:11, modificato 1 volta in totale |
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n4italia [ 21 Mag 2012, 22:10 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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PRIMA E DOPO IL TERREMOTO Link
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morello [ 21 Mag 2012, 22:13 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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YouTube Link Crollo municipio Sant'Agostino
YouTube Link Le fabbriche crollate nel ferrarese
Ultima modifica di Ospite il 21 Mag 2012, 22:24, modificato 1 volta in totale |
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morello [ 21 Mag 2012, 22:20 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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YouTube Link
Ultima modifica di Ospite il 21 Mag 2012, 22:25, modificato 2 volte in totale |
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morello [ 21 Mag 2012, 22:23 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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YouTube Link
Ultima modifica di Ospite il 21 Mag 2012, 22:27, modificato 1 volta in totale |
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morello [ 21 Mag 2012, 22:26 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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YouTube Link
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morello [ 21 Mag 2012, 22:42 ]
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 Re: Forte Scossa Di Terremoto In Emilia
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Terremoto: fabbriche sotto sequestro, 500 operai non possono lavorare
Il giorno dopo si contano danni e ferite. Ma c'è anche qualcosa che probabilmente non doveva accadere: "Sono caduti i palazzi storici costruiti oltre 300 anni fa, ma anche i capannoni nuovi". Il presidente della Regione Errani: "Solo dopo le verifiche capiremo cosa è accaduto realmente". I 5 mila sfollati suddivisi in sei centri di accoglienza montati a tempo record. Catricalà: "Le scosse continuano situazione seria"
500 operai rischiano di rimanere a casa dopo il terremoto di sabato notte. A Sant’Agostino sono stati messi sotto sequestro i capannoni che hanno ceduto sotto l’ondata sussultoria del terremoto di 5.9. della scala Richter. Poco fuori il paese, le macerie della Tecnopress spa: 220 dipendenti, produzione di macchinari e pezzi di ricambio per l’industria della ceramica. Una parte della fabbrica si è sbriciolata alle 4.04 di domenica 20 maggio e sotto le macerie è rimasto Gerardo Cesaro, da un paio d’anni operaio in quello stabilimento. Oggi l’azienda è rimasta chiusa, l’intera area di crollo è stata posta sotto sequestro e nessuno può più avvicinarsi ai detriti. I colleghi di Cesaro però si assiepano fuori dalle rete che contornano la grande fabbrica tra i campi di barbabietole e asparagi. “Nella parte caduta si facevano pezzi più piccoli e c’erano circa 13 presse”, spiega un ragazzo che da una decina d’anni lavora per Tecnopress, “quel capannone lì che ha ceduto è stato costruito tra gli anni sessanta e settanta. Non ci spieghiamo come possa aver ceduto così. Ora però il problema si allarga anche a noi, perché rischiami di rimanere a casa per almeno sei mesi”.
Dello stesso tenore le parole che si registrano fuori dall’imponente stabilimento delle Ceramiche Sant’Agostino: 360 dipendenti e un volume d’affari molto elevato. Il magazzino bianco e blu che ha inghiottito i corpi di Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni, e la cui immagine ha fatto il giro del mondo, è stato costruito non più di otto anni fa. Anche qui il rischio è che tra sequestro delle autorità e ripresa dei lavori in sicurezza, per gli operai si dovranno attendere parecchi mesi. Del resto, anche il sindaco di Sant’Agostino ha dichiarato: “Il vero problema per il nostro comune sono le aziende. Gli imprenditori rischiano di saltare in aria e i lavoratori di non venire pagati”.
“Sono caduti i palazzi storici costruiti oltre 300 anni fa e i capannoni costruiti negli anni più recenti”, lamenta un ragazzo davanti ad uno dei centri della Protezione Civile a Finale Emilia. E l’impatto visivo proprio nei luoghi dove hanno perso la vita Tarik Naouch, Nicola Cavicchi, Leonardo Ansaloni e Gerardo Cesaro, sembra davvero da fine del mondo. “In molti fabbricati non c’erano nemmeno le travi centrali”, si dispera un ragazzo che conosceva una delle vittime dei crolli. Altrimenti un terremoto che nella scala Richter si è avvicinato ai valori di quello de L’Aquila, qui nella bassa padana non avrebbe mietuto vittime. “La rabbia è quella di non avere interrotto questi maledetti turni di notte dopo la prima avvisaglia dell’una e trenta”, spiega una ragazza di Finale.
”Bisognerà capire cosa è accaduto sulla base delle verifiche”. Il presidente della Regione Emilia Romagna, e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, è intervenuto così a Radio Anch’io sulla questione delle fabbriche crollate per il terremoto che ha colpito la zona di Modena e di Ferrara. “Dovremo fare delle valutazioni – ha aggiunto – ma sulla base di dati reali. Ci saranno delle verifiche e solo così si capirà cosa è successo veramente”.
Errani lo dice tra le macerie di Finale Emilia, San Felice sul Panaro e Sant’Agostino, i tre paesi, dove ogni passante per far capire cos’è successo dice: “Il rumore del terremoto non ce lo dimenticheremo per il resto della vita”. Un suono grave che arriva dalle viscere della terra e in piena notte ti sveglia lasciandoti incredulo ed impaurito. Le scosse di assestamento dopo il grande boato di domenica notte (5.9 Richter, 6 chilometri di profondità) stanno lentamente attenuandosi, ma il timore che si legge nei volti tirati degli abitanti della bassa modenese e ferrarese non lascia dubbi.
Sette il bilancio ormai definitivo delle vittime e danni evidenti agli edifici più antichi come a qualche casolare di campagna. Il terremoto del 20 maggio 2012 lascia profonde ferite esteriori e anche parecchi dubbi rispetto alle morti che per molti abitanti di questo spicchio di Pianura Padana potevano essere evitate. Perché a parte le lesioni gravissime al patrimonio architettonico (la rocca di San Felice sul Panaro è quasi del tutto distrutta) la polemica è montata attorno al fatto che oltre alle tre donne morte di malore per lo spavento della scossa, i quattro uomini deceduti sono tutti operai rimasti sotto le macerie di capannoni industriali che si sono letteralmente sbriciolati.
Nuove scosse nel pomeriggio. Scosse di assestamento sono proseguite per tutta la nottata e anche nel pomeriggio. Violente, ma non hanno comunque provocato ulteriori danni alle strutture.
5 mila sfollati: la situazione. I 5 mila sfollati che sono suddivisi in sei centri di accoglienza montati a tempo record dalla Protezione Civile tra San Felice (con due campi) e Finale (quattro) hanno passato la prima notte senza troppi problemi, se non quello della paura di non riuscire a tornare nelle proprie cose in tempi brevi. “Questa è una piccola cittadella”, spiega un responsabile della Protezione Civile di via Montegrappa a Finale – 250 persone in tenda e oltre 200 nella grande struttura agibile del campo sportivo, “ognuno ha il suo compito ed è chiaro chi comanda, qui non c’è caos”.
Ed è con orgoglio che si portano avanti i soccorsi e l’erogazione dei beni di prima necessità come cibo, acqua, coperte e soprattutto ombrelli e mantelle perché una fastidiosa pioggia cade ininterrottamente da stanotte. “Sono venuto a prestare opera di volontariato”, spiega un quarantenne che arriva da un paese vicino Bondeno assieme a sua moglie, “Oggi le scuole sono chiuse ed io sono un insegnante. Mi sembra giusto dare una mano in questo momento di difficoltà”.
Perché tra Finale e San Felice è evidente un senso di collettività spesso dimenticato dai media. La parola “aiuto” non sembra estranea. Infatti in questi paesi di campagna si uniscono naturalmente le forze degli abitanti storici del luogo e quelle dei nuovi migranti: pakistani, maghrebini e arabi che affollano le tendopoli e gli edifici agibili ritenuti tali dalla protezione civile, come un’intera scuola di San Felice sul Panaro che funge anche da mensa.
Ad esempio gli unici bar dove questa mattina presto sia la popolazione locale che le forze dell’ordine, che i volontari e anche gli stessi operatori dei media hanno potuto consumare una bevanda calda, sono due bar gestiti da immigrati cinesi: uno situato alle porte del centro storico di Finale Emilia l’altro proprio di fronte al Palazzo Municipale gravemente danneggiato a Sant’Agostino.
La compostezza la si rileva anche a Finale Emilia proprio davanti ad un mezzo dei vigili del fuoco dove attendono in fila almeno cento persone in attesa di lasciare i propri recapiti e sapere se la propria casa è agibile e se ci si può al più presto fare ritorno. “Ingegneri civili e vigili del fuoco stanno lavorando velocemente per capire la gravità delle lesioni nei muri interni delle case”, spiega un volontario della protezione civile dell’unità cinofila di Modena, “A mio avviso in una decina di giorni il grosso delle richieste verrà licenziato e probabilmente in molti potranno fare ritorno nelle loro abitazioni”.
Catricalà: “Situazione seria”. Oggi pomeriggio a Marzaglia è arrivato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà, mentre domani si terrà un consiglio dei ministri per dichiarare ufficialmente lo stato di emergenza nazionale per la regione Emilia Romagna. ”Valuteremo tutte le richieste di sospensione di tributi e contributi e sulla derogabilità del patto di stabilità, anche se c’è il problema delle coperture finanziarie”, così ha affermato Catricalà subito dopo il vertice al centro unificato provinciale della protezione civile nel modenese. Con lui e con il capo della protezione civile Franco Gabrielli hanno parlato tutti i sindaci dei territori colpiti dal sisma, il presidente della regione Vasco Errani e il presidente della provincia di Modena Emilio Sabattini. “Il quadro della situazione”, ha aggiunto Catricalà, “è serio perché si registrano ancora a distanza di oltre un giorno nuove scosse”. La speranza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, è quella che si possa tornare al più presto alla “normalità” anche se “non abbiamo previsioni”.
Monti a Bologna. Intanto il presidente del consiglio Mario Monti è atteso a Bologna per un vertice in prefettura alle 19.30: non è ancora chiaro se Monti, dopo aver visto il prefetto, rientrerà a Roma o si fermerà a Bologna per poi andare a visitare le zone più colpite dal terremoto.
Infine la polemica divampata sul web legata al problema dei risarcimenti dello stato in caso di disastri naturali, visto che da recente decreto governativo, per essere rimborsati dei danni subiti dalle proprie abitazioni, da pochi mesi a questa parte i cittadini necessiterebbero di un’assicurazione privata, altrimenti il risarcimento non scatta. E anche se dalla presidenza del consiglio rassicurano che per i cittadini colpiti dal sisma dell’altra notte sono ancora in regime transitorio, quindi con la vecchia legge, il malumore serpeggia tra blog e social network. Ed è proprio il governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, a lamentare il problema ai microfoni di RadioUno: “Il costo di questa tragedia non può essere tutto sulle spalle del territorio, deve scattare una solidarietà da tutto il paese”. (fonte: il fatto quotidiano)
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morello [ 21 Mag 2012, 23:50 ]
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